
La displasia congenita dell’anca: l’importanza dell’ecografia di screening nei neonati
L’ecografia di screening neonatale per diagnosticare la displasia dell’anca, è uno degli esami principali da effettuare nei primi mesi di vita e, da oggi è possibile effettuarla in Valdarno presso il nostro Istituto.
La displasia congenita o lussazione dell’anca è un’anomalia di sviluppo del rapporto articolare non stabile tra la testa del femore e l’acetabolo ed è più diffusa nelle femmine. Il nostro pediatra, il Dott. Alberto Rossi, ci fornisce maggiori dettagli a riguardo di questo importante screening.
Cos’è la displasia congenita dell’anca?
La DCA è una patologia del normale sviluppo dell’aricolazione dell’anca.
I paesi di lingua anglossassone preferiscono usare la denominazione: Displasia Evolutiva dell’Anca (Deve- lopmental Dysplasia of the Hip o DDH). Questo perché l’espressione “displasia evolutiva” descrive meglio la variabilità (lo spettro) delle patologie ad essa connesse, che va dalla semplice immaturità alla completa lussazione dell’anca. Esso sottolinea inoltre un aspetto fondamentale: la patologia può evolvere peggiorando, anche dopo la nascita soprattutto se non trattata.
L’aggettivo “congenito” sottolinea come la displasia sia presente alla nascita quale disturbo di crescita dell’acetabolo (la cavità articolare che accoglie la testa del femore) in epoca fetale, qualsiasi ne sia la causa. Sono rarissimi i casi di anche nate sane in cui tardivamente è insorta la malattia.
Il concetto di evolutività non va confuso con quello di storia naturale. La storia naturale di una deformità congenita descrive la sua evoluzione nel tempo, ossia come essa si comporta, in assenza di qualsiasi trattamento: comportamento che generalmente determina una progressiva e irreversibile accentuazione della deformità.
La displasia evolutiva dell’anca essendo un disordine del normale sviluppo dell’articolazione dell’anca causa una insabilità della testa del femore nella sua cavità (l’acetabolo) che tande a scivolare verso l’alto. Per questa instabilità meccanica, il femore inizia ad uscire dalla sua sede (sublussazione) fino ad una possibile fuoriuscita completa (lussazione).
Di solito alla nascita non sono presenti segni di sospetto per questa patologia, che invece si può manifestare nei mesi successivi, quando l’articolazione può essere seriamente danneggiata.
Per questo motivo è molto importante una diagnosi precoce.
Lo screening delle anche nei neonati
Attualmente lo screening clinico (l’esame dell’anca eseguito alla nascita), associato all’esame ecografico, viene considerato il metodo maggiormente valido per la valutazione diagnostica della displasia congenita dell’anca. Nei casi di diagnosi precoce il trattamento prevede l’utilizzo di divaricatori di vario tipo (dinamici o statici) il cui utilizzo ha evidenziato un esiguo numero di complicanze. Per tale motivo questo tipo di trattamento è oggi considerato il trattamento ottimale per la DCA nei bambini di età inferiore ai 6 mesi. La diagnosi precoce è fondamentale per un trattamento tempestivo, essenzialmente conservativo. L’approccio chirurgico può essere giustificato solo in casi selezionati derivanti dal fallimento del trattamento conservativo. Data l’importanza della patologia e la necessità di una diagnosi precoce per un trattamento di tipo medico, lo screeening ecografico è la metodica migliore, semplice e non invasiva per valutare l’anatomia dell’anca. Pertanto la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica (SITOP) raccomanda lo screening ecografico per tutti i neonati tra la quarta e la sesta settimana di vita, perché anche in assenza di segni clinici e di fattori di rischio può esserci displasia. Ne deriva che in caso di grave displasia, è ancora possibile attuare un trattamento precoce, in una fascia di età in cui il potenziale di guarigione dell’anca è ancora molto elevato.
Approfondimento a cura del Dott. Alberto Rossi
